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AAE TUTTE LE TAPPE DEI GALA' AWARDS 2019

Al convegno promosso dalla diocesi emiliana con il patrocinio del comune, tra le personalità, era stato invitato anche Gene Gnocchi, che ha tenuto un monologo sulla pandemia. Nel monologo c’era una battuta su Rocco Siffredi ma era legata ad un filo logico del suo discorso.
Gene è intervenuto al convegno in occasione dei giorni dedicati al beato Edoardo Focherini per celebrare il 75esimo del martirio.

Gene Gnocchi è stato accusato di blasfemia, qualcuno ha trovato fuori luogo il riferimento al re del porno Siffredi in un luogo sacro.

Infatti qualcuno si è sentito offeso e ha dato vita a discussioni sui social. Don Ermanno Caccia, già responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi, sui social ha riassunto così l’indignazione: «Per celebrare il 75esimo anniversario di martirio del Beato Focherini non si è trovato di meglio che chiamare un ’comico’ se cosi si può chiamare, per parlare di pandemia. O meglio per assistere ad un atto blasfemo in cattedrale in cui tra lambrusco, battute oscene e gli attributi di Rocco Siffredi.... Ma dove Siamo arrivati? Chiesa in uscita? Mahhh: preghiamo, preghiamo».

Gene Gnocchi, dal canto suo, respinge le accuse di blasfemia: «Io sono assolutamente corretto e la cosa è stata concordata con tutti . Erano tutti divertiti. Non ci sto perché c’erano professori universitari che si sono divertiti, c’era un sacco di gente e nessuno ha detto niente. Il riferimento al ‘re’ del porno in cattedrale, assicura, è stata «una cosa en passant senza alcuna intenzione negativa, men che meno blasfema. Poi non capisco cosa ci sia di blasfemo in Rocco Siffredi. Quale è la cosa blasfema di Rocco Siffredi? ero col vescovo, con diverse personalità e nessuno si è sentito in dovere di dire alcunché perché si sono tutti divertiti. Se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace, ma non c’era niente da offendersi.

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