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AAE AWARDS 2020 NOTTE DI GALA DEL 21 LUGLIO 2021 ( Foto Vick Click )

“Lo stato italiano, riabiliti e regolamenti il settore del porno”

Di Mimmo Lastella

 

A voi tutti un cordiale saluto

Le recenti interviste rilasciate “esattamente il 2 novembre u.s”, nel corso di un programma televisivo Rai, da due illustri esponenti del porno italiano ed internazionale, ovvero: Silvio Bandinelli ed il maestro Mario Salieri, nelle quali, hanno egregiamente stigmatizzato, le varie problematiche e le molteplici motivazioni che, dal 2007 ad oggi hanno messo in crisi il settore delle luci rosse italico, un tempo, fiore all’occhiello, oserei dire di tutto il mondo, fino a spingere alcuni produttori e registi, fra i quali lo stesso Salieri ed aggiungerei il grande Rocco Siffredi quest’ultimo, per anni e tutt’ora considerato: “il trapano d’Italia per eccellenza, a delocalizzare le loro produzioni; “chi in Ungheria(Budapest), chi in Cecoslovacchia(Praga) dove, questo settore, è regolamentato da leggi e, dove vige un sistema di tassazione più basso, rispetto all’Italia, mi spingono a formulare alcune considerazioni e, nello stesso tempo, avanzare qualche modesta proposta di carattere politico legislativo “mi scusino i lettori se in questo caso, ragiono da ex politico navigato”

Prima considerazione.

Credo, innanzitutto che, bisogna definire giuridicamente il ruolo e la professione di pornoattore/pornoattrice, nel senso del suo riconoscimento come categoria professionale di attori e attrici di un settore cinematografico riservato ad un pubblico maggiorenne, ben distinta da quella di “prostitute, per essere più eleganti, meretrici, escort e, dulcis in fundo anche gigolò, mestiere anch’esso degno di rispetto e, di conseguenza, anch’esso meritevole di riconoscimento giuridico -professionale.

Seconda considerazione

Credo che, l’Italia, abbia bisogno di una legislazione che, regolamenti e riabiliti il settore delle luci rosse e, nello stesso tempo, rilanci il settore dell’editoria only adult’s che, dalla scomparsa di giornali, libri e rotocalchi porno, è stata relegata ad un ruolo marginale, legislazione e regolamentazione, scevra da qualsiasi condizionamento di tipo clerico-bigotto e falso perbenista di binettiana memoria, rimarcando cosi l’effettiva laicità dello stato e, ridando linfa ad un settore che, nel mondo, ha un fatturato di svariati miliardi di euro. Ma, nello stesso tempo, penso che, si debbano fissare alcuni limiti e paletti; un esempio banale: occorre vietare la produzione, commercializzazione e diffusione di film’s e romanzi che trattano argomenti di tipo pedo-zoofili, necrofili ecc., ma, credo che su questo tema, siamo tutti d’accordo.

Un ultima considerazione, riguarda i cosiddetti cineporno , una volta esistenti in Italia; dove, oltre a proiettare film’s hard, di tanto in tanto, si presentava “su invito della stessa sala cinematografica” qualche pornostar famosa e non per tenere qualche show dal vivo, le cosiddette: “riviste”, show oggi superati dagli spettacoli live nei locali notturni e privè. punto di domanda: “ perché, non pensare ad un rilancio dei cineporno attraverso forme d’incentivazione, coinvolgendo le stesse multisale cinematografiche?

Questi, sono per me i punti cardini di una legislazione in materia che, uno stato laico dovrebbe fissare per rilanciare e riabilitare un settore che, un tempo in Italia, era uno degli assi portanti dell’economia e della cultura; oltre, ovviamente ad un progressivo abbassamento delle tasse esempio: “Italia 67% credo sia compresa la pornotax Ungheria 30%”.

Scrittore hard

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p.s. pare che, di recente, la suprema corte di cassazione, abbia stabilito che, si possono visionare film porno in ufficio; ma, solo durante la pausa pranzo.

Con buona pace di chierici e bigotti.

 

 

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