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AAE AWARDS 2020 NOTTE DI GALA DEL 21 LUGLIO 2021 ( Foto Vick Click )

“che c’azzecca il cinema hard con la droga”?

Di Mimmo Lastella

 

A voi tutti un cordiale saluto

Dando un rapido sguardo  agli articoli  delle varie testate giornalistiche che annunciavano  la triste notizia della scomparsa della cara Lilli Carati(che la terra ti sia lieve), ho potuto constatare che in quasi tutti, era presente quello che, per usare un gergo matematico chiamiamo. “massimo comun denominatore”, ovvero l’accostarsi della defunta attrice al cinema a luci rosse, con la sua iniziazione all’uso e consumo di droga in questo caso: “l’eroina”.

Ora, mi sorge spontanea una domanda; alla quale, ci si può dare facilmente una risposta, parafrasando Antonio Di Pietro: “che c’azzecca il cinema a luci rosse con la droga”?

Risposta: purtroppo, i media italici, hanno il cattivo vezzo di utilizzare la teoria dei cosiddetti: “due pesi e due misure” e, per tratteggiare  la figura artistica di Lilli Carati, la si è puntualmente posta in essere; in parole povere, la sua carriera artistica, è stata divisa in due parti.

La parte buona, quella dell’interprete della commedia sexy all’italiana('La professoressa di scienze naturali' ,'La compagna di banco' del 1977 di Mariano Laurenti  ed altri), fino al film per eccellenza dove ella interpreta la cameriera Teresin: “il corpo della ragassa”film di Pasquale Festa Campanile, tratto dall’omonimo romanzo di Gianni Brera.

(Sembra che sia in quel periodo che Lilli comincia ad avvicinarsi all'eroina).

E “la parte cattiva”, ovvero quando ella, decide di recitare in diversi film porno: “una moglie molto infedele e una ragazza molto viziosa per citarne alcuni”.

Allora, diventa: “un’attrice di secondo livello”, “eroinomane”; e, per l’uomo della strada: “mignotta mangiatrice di membri e senza pudore”.

A questo punto, mi sorge un'altra domanda ed anche a questa ci si da, facilmente risposta: “perché, tanto accanimento nei confronti di un settore qual è quello dell’hard”?

Risposta: perché, questo paese e, con esso l’intero sistema dell’informazione(tranne qualche testata giornalistica ), divenuto un sistema d’informazione di regime, quello stessa sistema d’ informazione che, fino a qualche tempo fa, osannava ed enfatizzava le avventure e gesta arcorane di un “tal cavalier servente”, è purtroppo prigioniera e succube di dogmi e stereotipi di tipo: “bigotto, falso moralista e falso perbenista”, dogmi e stereotipi ai quali tutti son costretti ad obbedire,ivi compresi i politici, che giudicano l’arte erotico –pornografica, come un qualcosa d’immorale, legata ad ambienti del malaffare e della droga.

Quanto di più falso ed ipocrita, si possa raccontare ed inculcare nella mentalità della gente.

Credo che il settore delle luci rosse, almeno quello serio e vero, rappresentato da pochi addetti ai lavori, fra i quali voi dell’hard Chanel, si debba riscattare da tali pregiudizi, che continuano a rappresentare per l’opinione pubblica, un immagine ed una concezione, disonesta , negativa ed anche “delinquenziale e pedofilia”. Tutto questo per colpa, sia dei dogmi, sia di taluni, oserei dire, per usare un linguaggio elegante e non offensivo: “compagni e compagne che sbagliano”.

Cari amici

Credo che, non si possa e non  si debba consentire a nessuno, di accostare un settore cinematografico ma, anche letterario, sia pure in un contesto culturale only adult’s, all’attività delinquenziale ne tanto meno alla droga e alla pedofilia, per il semplice fatto di obbedire a dogmi ed essere prigionieri di stereotipi che, nemmeno chi li detta, li rispetta.

L’hard con l’eroina non c’azzecca proprio niente.

Scrittore hard

 

 

 

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